Mare aperto non ostile

Il Supplemento S4/20, in vigore dal 16 Luglio al 21 Dicembre 2020, può aver lasciato perplesso più di qualcuno, laddove stabilisce che l’area di mare aperto a Nord di 45N, inclusa nelle acque territoriali italiane è designata come non ostile da ENAC.

In effetti, per la comprensione di questo contenuto è opportuno conoscere il regolamento UE N. 965/2012 della Commissione, che stabilisce i requisiti tecnici e le procedure amministrative per quanto riguarda le operazioni di volo ai sensi del regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Nell’Allegato I, fra le definizioni dei termini utilizzati, compare quello di “ambiente Ostile”, quale ambiente dove:

– un atterraggio forzato non può essere compiuto in sicurezza per l’inadeguatezza della superficie;

– gli occupanti dell’elicottero non possono essere adeguatamente protetti dagli elementi;

– i tempi di risposta e la capacità di ricerca e salvataggio non sono assicurati in modo congruo con l’esposizione prevista; oppure

– c’è un rischio inaccettabile di danni a persone o proprietà in superficie.

Sono inoltre considerate “aree ostili”:

per operazioni su specchi d’acqua, l’area di mare aperto a Nord di 45N e a Sud di 45S, delimitate dalle autorità dello Stato interessato;

– le zone di un’area congestionata, prive di aree idonee per un atterraggio di emergenza in sicurezza.

Il Supplemento S4/20 interviene proprio sulla frase evidenziata in rosso, emendando il contenuto del Regolamento e considerando “non ostile” l’area di mare aperto a Nord di 45N, inclusa nelle acque territoriali italiane.

Nella fattispecie, l’unico specchio di mare italiano con queste caratteristiche è quello del Golfo di Venezia (al di sopra della linea rossa rappresentata nella prossima immagine).

mare aperto non ostile

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